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> Proposta di Legge Tarzia >14 aprile
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UDI Monteverde a Roma

Appuntamento alle 10 davanti al Consultorio di Via dei Lincei con le Donne e le Associazioni dell'Assemblea Permanente contro la proposta Tarzia.
Siamo partite, eravamo tante, quasi tutte, con le nostre scatole variopinte e ammonitrici che rappresentavano simbolicamente le prime 80.000 firme a sostegno del ritiro della irricevibile proposta di legge.
Il corteo ha raggiunto la sede della Regione attraversando Via Cristoforo Colombo e bloccando per un po' anche il traffico ..... che non ha protestato, affascinato dalla musica della Banda e dalla danza di bravissime giovani donne e incuriosito dai nostri scatoloni tenuti alti nel passaggio. Giunte a destinazione abbiamo richiesto, come precedentemente annunciato, di incontrare la Presidente Renata Polverini per consegnare a lei le firme.
Polverini non ci ha ricevute. Abbiamo intanto consegnato due leggiadre e simboliche scatole rosa all'Assessore Forte, che era uscito a parlare con noi, che le ha prese in carico, e "in braccio".
La mobilitazione continua .... e continua la raccolta delle firme, fino al ritiro della proposta di legge Tarzia che è il nostro obiettivo, che è l'obiettivo dell'Assemblea Permanente delle Donne
Su questa pagina (in: La legge Tarzia non parla di noi) anche per firmare on-line e per scaricare i moduli raccolta firme in cartaceo.

L'attacco all'autodeterminazione delle donne e delle loro conquiste, che si va consumando da troppo tempo e con tutti i mezzi, saldamente in mano alla confraternita maschile, che volutamente non chiamo patriarcato, è sempre più evidente.
Sapevamo, e lo abbiamo detto, che nel Lazio la questione dei consultori sarebbe stata emblematica ed anche un banco di prova per una strategia nazionale. La rivista Noi Donne nel numero di Settembre dedicò uno speciale alla vicenda del Lazio e ogni mese parla della situazione dei consultori nelle varie regioni.
L'attacco alle donne, la palese volontà di riportarci indietro e di farci tacere, la riduzione a oggetto della nostra immagine, neanche più solo fisica ormai, il tentativo continuo di sostituire la dignità del soggetto politico Donna reiterando astutamente in sua vece la parola "famiglia" sono un ulteriore tentativo di depotenziamento della nostra Carta Costituzionale.

I messaggi, diretti e indiretti, che passano attraverso il collo di bottiglia imposto dalla comunicazione di massa, sempre saldamente in mani maschili, sono parte integrante della strategia, sempre più evidente, mirata a moderare e ridimensionare la metà di tutto che ci appartiene per diritto di cittadinanza.
Per questo noi ci siamo e ci saremo sempre, ovunque potremo.