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UDI Monteverde a Roma

... Ai primi di Novembre, come UDI Monteverde, insieme con l’altra UDI Romana, “La Goccia” abbiamo avanzato la nostra proposta presso il Comune di Roma, e l’ 8 Marzo in apposita seduta, il Comune ha approvato con 44 voti su 44 la proposta di Delibera per Roma. Questo è stato il nostro 8 marzo 2010, il nostro omaggio alle nostre concittadine. Ora, non abbassiamo la guardia. Insieme al Municipio Roma XVI, che nello stesso giorno si è impegnato a monitorare il territorio su questo argomento, faremo presenti al Comune eventuali violazioni. Una apposita commissione presso il Comune, con la partecipazione delle Associazioni femministe romane, avrà il compito di seguire l’applicazione della delibera.
La volontà di controllo del patriarcato sul corpo delle donne si è solo evoluta e modificata nella sostanza dell’ agire, non solo nel nostro paese, lo sappiamo bene. Con grande attenzione verso quanto accade in altri Paesi, non ci lasciamo distogliere da quanto accade nel nostro.
Un paese dove, soprattutto in questi anni, attraverso i potentissimi mezzi di cui dispone la comunicazione, saldamente in mani maschili, si è costruita una distorsione della cultura in generale, e in particolare della nostra immagine per cui, mentre si strizza l’occhio ad un modello femminile trasgressivo nei costumi al quale aspirare, vi si contrappone una mentalità bacchettona. In poche parole “devi essere così per piacere mio” e dall’altro lato “se sei così non va bene”. Perfino da altre donne, sentiamo giudizi negativi sulla modella o sulle giovani donne seminude proposte dalla TV (che lavorano secondo un modello che a loro appare appetibile e gratificante), piuttosto che su come viene sfruttato il loro corpo. Nel frattempo, con rassegnazione e condiscendenza, si lascia esaltare con allarmante prepotenza una immagine delle donne svilita fino all’estremo di “merce di scambio”.
La prima volta
Un Circolo UDI a Monteverde, sciolto nel 1982, del quale tracce sostanziose e ricordi li abbiamo trovati. E dobbiamo dire specialmente grazie alla cortesia e al contributo determinante di Luisa Righi (Fondazione Gramsci), Antonio Murri (Associazione Culturale Monteverde), come di alcune Donne che hanno partecipato a quell’esperienza e che sono qui con noi.
Intorno al 1976, presso la sede dell’Associazione Culturale Monteverde si riunivano il Collettivo Femminista di Monteverde e le donne del Circolo UDI – ( allora Unione Donne Italiane) e le femministe del MLD.
Nel 1979, quando venne presentata la proposta di legge di iniziativa popolare contro la violenza sulle donne dall’ UDI, MLD e dai collettivi femministi le donne di Monteverde si impegnarono nella raccolta delle firme e il frutto più visibile del loro lavoro sarà anche il Centro Antiviolenza di Monteverde, quello che ancora oggi è attivo, uno dei primi in Italia. La proposta di legge contro la violenza attenderà fino al 1996 l’approvazione del Parlamento.
Le donne del Circolo UDI sciolsero la struttura nel 1982 e verso il 1985 anche le donne del Movimento si indirizzarono verso altri modi di portare la loro pratica politica nel vivere quotidiano.
Oggi, dopo che l’ UDI ha riletto il proprio acronimo come Unione Donne in Italia, è emozionante venire a conoscenza di episodi come quello raccontato dalla tesoriera del Circolo Udi Monteverde di allora, Luisa Bonelli Tomassini, che aveva custodito a lungo il piccolo“capitale” rimasto in cassa dopo lo scioglimento del Circolo. Nel 2002 insieme con le altre donne che avevano fatto parte del Circolo UDI Monteverde scelsero di usare quella pur modesta cifra residua per sostenere materialmente i diritti di una giovane Donna Rom, Simona, dandole la possibilità di andare a riprendere i due figli che non vedeva da quattro anni. Sentiremo la storia dalla viva voce delle protagoniste, che non immaginavano ancora di avere così iniziato il cammino dell’Unione Donne Italiane verso l’Unione Donne in Italia.
Alma, Anna, Annamaria, Antonella, Assunta, Aurelia, Carla, Cecilia, Cristina, Daniela, Della, Dodi, Donatella, Emanuela, Emilia, Fiorella, Gabriella, Germana, Giovanna, Irma, Lucilla, Luisa, Marcella, Maria Laura, Maria Luisa, Marina, Marisa, Rossana, Sandra, Silvana, Stella …… e tante, tante altre, i nomi citati nel puntuale racconto di Luisa Righi ricorrono, con volti diversi, anche nel nostro Gruppo di oggi.
Un nome, quello di Lidia Menapace, ha lo stesso volto, testimone della storia di ieri e di quella di oggi e di domani, che ha scelto di costruire insieme a noi.
La seconda volta
Il progetto politico dell’UDI – Monteverde a Roma è anche un filo rosso intessuto nella continuità di un pensiero e un modo di essere, sempre riconoscendo l’esperienza delle donne “prima di noi” con lo sguardo rivolto alle donne di oggi e specialmente a quelle “dopo di noi”, riconoscendoci e collaborando anche con le altre associazioni.
Sappiamo bene che la sfida è principalmente quella di incidere in una cultura che ha perso molto di quello spessore duramente conquistato. Questo, purtroppo, a tutto campo, e le donne sono spesso le prime a pagare il prezzo dei momenti di decadenza culturale.
Ciò nonostante siamo altrettanto convinte che attraverso il confronto, il dialogo, la relazione e, come recita la dichiarazione di intenti del nostro Statuto, il “favorire la presa di parola” delle donne può abituarci a prendere orgoglio del nostro essere più che dell’apparire, come vorrebbe la tendenza delle immagini proposte dai media, ed a ricostruire un diritto di cittadinanza che è molto “sulla carta” e meno nei fatti. Una sfida con noi stesse a prendere coscienza del fatto che siamo tutte importanti, siamo tutte portatrici di preziosi saperi e titolari di diritti. Tutte con una ricchezza di esperienze da condividere e comunicare.

Carla Cantatore 10 Aprile 2010